PiazzaScout

Scout: una scelta di vita

Il ‘Guardian’ inglese ha pubblicato ieri sera (19:30) nella sua edizione on-line un articolo di Julian Borger il quale scrive, citando fonti degli staff diplomatici, che all’interno del G8 aumentano le richieste di escludere l’Italia dai vertici futuri, visto il caos intorno ai preparativi del summit de L’Aquila e all’assoluta mancanza di capacità organizzative che avrebbero portato la presidenza del consiglio e il ministero degli esteri italiani ad appellarsi alla Casa Bianca perchè fosse lo staff di barack Obama a preparare l’agenda dei tre giorni del vertice: http://www.guardian.co.uk/world/2009/jul/06/g8-considers-expelling-italy -

07 Luglio 2009 — Borger scrive che nelle ultime settimane, in assenza di sostanziali iniziative per l’agenda del G8, gli Stati Uniti hanno preso il controllo, organizzando conferenze fra i cosiddetti sherpa per rivitalizzare il summit. Una fonte europea dice che «il G8 è un club la cui appartenenza comporta dei doveri, doveri che l’Italia non ha assolto».

Richard Gowan, analista del Centre for International Cooperation alla New York University dice che «i preparativi italiani per il summit sono stati caotici dall’inizio alla fine. Gli italiani da gennaio avevano detto di non avere piani per il summit e che se l’amministrazione Obama avesse avuto delle idee, avrebbero preso istruzioni dagli americani». Gowan critica anche la decisione italiana di aumentare il numero dei partecipanti al G8, portando da 39 a 44 il numero di capi di stato presenti, supplendo così con il gigantismo alla mancanza di iniziative.

Citando rumors e dietro le quinte, Borger scrive di un’idea di rimpiazzare l’Italia con la Spagna. Ipotesi che però si scontra con l’eccesso di eurocentrismo del quale da più parti viene accusato il G8. In alternativa si parla di sostituire il G8, come già discusso, con il G20, idea al momento prematura. Borger ipotizza una via di mezzo per l’immediato futuro, qualcosa che oscilli dal G13 al G16, con l’ingresso di Cina, India, Brasile, Messico e Sud Africa.

Ronde e DDL sicurezza

INVIA ANCHE TU LA LETTERA SEGUENTE A https://servizi.quirinale.it/webmail/ IN POCHI SECONDI CONTRIBUIRAI A SALVARE L’ITALIA…

Caro Presidente Napolitano,
il Parlamento ha approvato il “ddl sicurezza” che introduce una serie di misure palesemente incostituzionali, xenofobe e contro il diritto internazionale come il reato di clandestinità, la legalizzazione di ronde di cittadini, l’ impossibilità per i figli dei clandestini di essere iscritti all’anagrafe e la schedatura dei clochard.

In particolar modo stanno facendo scalpore le ronde d’ispirazione nazi-fascista, già pronte ad agire subito dopo la promulgazione della suddetta legge nelle varie città della Repubblica.

Le chiedo, nel pieno rispetto della sua funzione, di rimandare il provvedimento alle Camere, per dibattere nuovamente sulle conseguenze politiche e sociali di queste scelte.

Da cittadino della Repubblica Le porgo la mia preoccupazione anche riguardo ai principi che sono alla base di tali provvedimenti, confidando nell’alto ruolo di garanzia che i Padri Costituenti le hanno affidato.

Grazie.

VOLERE LA PACE
La pace può essere assicurata solo dal desiderio e dalla volontà presente
nell’animo dei popoli, così da determinare la politica dei rispettivi governi.
Dunque, la pace è una questione di educazione.
§§§
“Nessuno sa quale forma prenderà la pace. Unioni federali, unioni economi
che, una Società della Nazioni resuscitata, gli Stati Uniti d’Europa e varie altre proposte sono già sul tappeto.
Ma una trasformazione nel senso di una più intima reciproca comprensione, di un soggiogamento di pregiudizi nazionali e la capacità di guardare con gli occhi degli altri, in amichevole simpatia. […]
Tale formazione dell’amicizia non ha precedenti all’infuori della nostra fra-
ternità; ma se questo caos di guerra, pure senza precedenti, deve essere risolto con una pace, misure altrettanto senza precedenti volte a tale scopo non sono soltanto giustificabili, ma essenziali.
L’odio, nato dalla guerra, e i sentimenti di rivincita saranno naturalmente
le erbacce che ingombreranno il sentiero di molti ragazzi. Ma poiché le vostre piante cresceranno dai semi da voi piantati, sui quali sta scritto: «Lungimiranza», «Amore», e «Desiderio di sanare le ferite di guerra», tali erbacce saranno alla fine soffocate e Buona Volontà e Pace saranno il vostro raccolto.
(Taccuino, Nuova Fiordaliso, Roma 2001, pp.312-313, già in The Scouter, aprile 1940)
—————————————————————————————-
I vari paesi stranieri – sono ora circa dodici – che hanno adottato lo scautismo per i loro ragazzi formano attualmente con noi un’amichevole comunità per lo scambio di punti di vista, corrispondenza e visite, promovendo in tal modo un più stretto senso di simpatia tra le rispettive giovani generazioni.
La pace internazionale può essere costruita soltanto su una base: un desiderio internazionale di pace da parte dei popoli stessi talmente intenso da determinare l’indirizzo dei rispettivi governi.
Se il prezzo di una sola corazzata fosse messo a nostra disposizione per sviluppare questa amicizia internazionale tra le giovani generazioni, credo che riusciremmo, con il movimento scout, a fare di più per prevenire la guerra che tutte le corazzate assieme.
(Taccuino, Nuova Fiordaliso, Roma 2001, pp.45-46, già in Headquartes Gazette, dicembre 1911)
—————————————————————————————-
In un momento nel quale il mondo aspira intensamente alla Pace, è nostro
dovere tutti quanti, di fare il nostro possibile a tale scopo.
È mio fermo parere che noi possediamo, nel movimento scout, un superbo strumento che possiamo usare in modo nuovo.
Finora non è stato preso alcun provvedimento pratico verso una pace permanente oltre alla formazione della Lega delle Nazioni – cosa formale – e qualche opportuno trattato tra i diversi Governi.
Ma noi sappiamo che abbiamo bisogno di qualche cosa in più: l’educazione del cuore delle Nazioni.
Cosa impossibile nel caso degli adulti, in quanto le loro idee si sono già consolidate, ma nel caso della generazione che si sta formando noi possiamo insegnarle la grande verità, che noi siamo tutti membri della stessa famiglia, la famiglia umana.
In conseguenza, quando sorgono complicazioni fra loro, bisogna che pensino in termini di pace e non come in altri tempi in termini di guerra. Nel movimento esploratori e nel movimento esploratrici, sia inconsciamente che espressamente, noi lavoriamo strenuamente e da lungo tempo in questo senso ed io spero sinceramente che lo sviluppo di questa idea sulla linea pratica sarà uno dei risultati delle prossima conferenza di esploratori a Parigi e del Grande Raduno Internazionale delle guide esploratrici a Cambridge quest’anno.
(Jamboree, Boy Scouts International Bureau, luglio 1922)
—————————————————————————————
Ricordiamoci che stiamo formando i nostri giovani cittadini in un modo
nuovo, eppur urgentemente necessario per fare la pace nel mondo.
La pace non può essere assicurata interamente da interessi commerciali, alleanze militari, disarmo generale o trattati bilaterali, se lo spirito di pace non è presente nella volontà e nell’animo dei popoli. È una questione di educazione.
Il cancelliere tedesco Marx(2) ha detto recentemente: «Se dobbiamo abolire la guerra dobbiamo dimenticare la guerra.
Abbiamo giovani che della guerra conoscono poco o niente.
Essi sono però esposti all’infezione della guerra.
Se dobbiamo abolire la guerra dobbiamo riempire la mente e l’anima dei nostri giovani col Vangelo, le emozioni e le immagini della pace».
È questa l’educazione che perseguiamo.
(2) Wilhelm Marx (1863-1946), uomo politico tedesco del Centro Cattolico, fu cancelliere del Reich (1923-24 e 1926-28) [N.d.t.].
(Taccuino, Nuova Fiordaliso, Roma 2001, p.207 già in Jamboree, ottobre 1926)
—————————————————————————————-
La Società delle Nazioni è una forza di polizia per sopprimere la guerra, e
come tale è un’iniziativa valida; ma certo un obiettivo migliore è quello di
prevenire la guerra attraverso la buona volontà e la comprensione reciproca degli stessi popoli.
Se riflettiamo che noi membri della famiglia umana siamo qui sulla terra per il breve arco di una vita, ci rendiamo conto che contrasti meschini e lotte per piccoli scopi egoistici sono fuori posto nel disegno del Creatore.
(Taccuino, Nuova Fiordaliso, Roma 2001, p.230, già in Scouting and Youth Movements, 1929, pp.75-77)
—————————————————————————————-
Il primo passo [verso la pace tra le nazioni] è quello di abituare le giovani
generazioni, in ogni paese, a lasciarsi guidare in tutte le cose da un assoluto senso di giustizia.
Qualora gli uomini avessero questo senso di giustizia come un istinto nella loro condotta in ogni questione della vita, così da considerare imparzialmente ogni problema da entrambi i punti di vista prima di sposarne uno, allora al sorgere di una crisi tra due paesi essi sarebbero spontaneamente più pronti a riconoscere ciò che è giusto e ad adottare una soluzione pacifica; cosa questa che rimarrà impossibile finché la loro mentalità sarà abituata a considerare il ricorso alla guerra come la sola soluzione.
(Giocare il gioco, Nuova Fiordaliso, Roma 1997, p.123 già in Headquarters Gazette, giugno 1912)

ATTENZIONE

VOLERE LA PACE
La pace può essere assicurata solo dal desiderio e dalla volontà presente
nell’animo dei popoli, così da determinare la politica dei rispettivi governi.
Dunque, la pace è una questione di educazione.
§§§
“Nessuno sa quale forma prenderà la pace. Unioni federali, unioni economi
che, una Società della Nazioni resuscitata, gli Stati Uniti d’Europa e varie altre proposte sono già sul tappeto.
Ma una trasformazione nel senso di una più intima reciproca comprensione, di un soggiogamento di pregiudizi nazionali e la capacità di guardare con gli occhi degli altri, in amichevole simpatia. […]
Tale formazione dell’amicizia non ha precedenti all’infuori della nostra fra-
ternità; ma se questo caos di guerra, pure senza precedenti, deve essere risolto con una pace, misure altrettanto senza precedenti volte a tale scopo non sono soltanto giustificabili, ma essenziali.
L’odio, nato dalla guerra, e i sentimenti di rivincita saranno naturalmente
le erbacce che ingombreranno il sentiero di molti ragazzi. Ma poiché le vostre piante cresceranno dai semi da voi piantati, sui quali sta scritto: «Lungimiranza», «Amore», e «Desiderio di sanare le ferite di guerra», tali erbacce saranno alla fine soffocate e Buona Volontà e Pace saranno il vostro raccolto.
(Taccuino, Nuova Fiordaliso, Roma 2001, pp.312-313, già in The Scouter, aprile 1940)
————————–————————–————————–———-
I vari paesi stranieri – sono ora circa dodici – che hanno adottato lo scautismo per i loro ragazzi formano attualmente con noi un’amichevole comunità per lo scambio di punti di vista, corrispondenza e visite, promovendo in tal modo un più stretto senso di simpatia tra le rispettive giovani generazioni.
La pace internazionale può essere costruita soltanto su una base: un desiderio internazionale di pace da parte dei popoli stessi talmente intenso da determinare l’indirizzo dei rispettivi governi.
Se il prezzo di una sola corazzata fosse messo a nostra disposizione per sviluppare questa amicizia internazionale tra le giovani generazioni, credo che riusciremmo, con il movimento scout, a fare di più per prevenire la guerra che tutte le corazzate assieme.
(Taccuino, Nuova Fiordaliso, Roma 2001, pp.45-46, già in Headquartes Gazette, dicembre 1911)
————————–————————–————————–———-
In un momento nel quale il mondo aspira intensamente alla Pace, è nostro
dovere tutti quanti, di fare il nostro possibile a tale scopo.
È mio fermo parere che noi possediamo, nel movimento scout, un superbo strumento che possiamo usare in modo nuovo.
Finora non è stato preso alcun provvedimento pratico verso una pace permanente oltre alla formazione della Lega delle Nazioni – cosa formale – e qualche opportuno trattato tra i diversi Governi.
Ma noi sappiamo che abbiamo bisogno di qualche cosa in più: l’educazione del cuore delle Nazioni.
Cosa impossibile nel caso degli adulti, in quanto le loro idee si sono già consolidate, ma nel caso della generazione che si sta formando noi possiamo insegnarle la grande verità, che noi siamo tutti membri della stessa famiglia, la famiglia umana.
In conseguenza, quando sorgono complicazioni fra loro, bisogna che pensino in termini di pace e non come in altri tempi in termini di guerra. Nel movimento esploratori e nel movimento esploratrici, sia inconsciamente che espressamente, noi lavoriamo strenuamente e da lungo tempo in questo senso ed io spero sinceramente che lo sviluppo di questa idea sulla linea pratica sarà uno dei risultati delle prossima conferenza di esploratori a Parigi e del Grande Raduno Internazionale delle guide esploratrici a Cambridge quest’anno.
(Jamboree, Boy Scouts International Bureau, luglio 1922)
————————–————————–————————–———
Ricordiamoci che stiamo formando i nostri giovani cittadini in un modo
nuovo, eppur urgentemente necessario per fare la pace nel mondo.
La pace non può essere assicurata interamente da interessi commerciali, alleanze militari, disarmo generale o trattati bilaterali, se lo spirito di pace non è presente nella volontà e nell’animo dei popoli. È una questione di educazione.
Il cancelliere tedesco Marx(2) ha detto recentemente: «Se dobbiamo abolire la guerra dobbiamo dimenticare la guerra.
Abbiamo giovani che della guerra conoscono poco o niente.
Essi sono però esposti all’infezione della guerra.
Se dobbiamo abolire la guerra dobbiamo riempire la mente e l’anima dei nostri giovani col Vangelo, le emozioni e le immagini della pace».
È questa l’educazione che perseguiamo.
(2) Wilhelm Marx (1863-1946), uomo politico tedesco del Centro Cattolico, fu cancelliere del Reich (1923-24 e 1926-28) [N.d.t.].
(Taccuino, Nuova Fiordaliso, Roma 2001, p.207 già in Jamboree, ottobre 1926)
————————–————————–————————–———-
La Società delle Nazioni è una forza di polizia per sopprimere la guerra, e
come tale è un’iniziativa valida; ma certo un obiettivo migliore è quello di
prevenire la guerra attraverso la buona volontà e la comprensione reciproca degli stessi popoli.
Se riflettiamo che noi membri della famiglia umana siamo qui sulla terra per il breve arco di una vita, ci rendiamo conto che contrasti meschini e lotte per piccoli scopi egoistici sono fuori posto nel disegno del Creatore.
(Taccuino, Nuova Fiordaliso, Roma 2001, p.230, già in Scouting and Youth Movements, 1929, pp.75-77)
————————–————————–————————–———-
Il primo passo [verso la pace tra le nazioni] è quello di abituare le giovani
generazioni, in ogni paese, a lasciarsi guidare in tutte le cose da un assoluto senso di giustizia.
Qualora gli uomini avessero questo senso di giustizia come un istinto nella loro condotta in ogni questione della vita, così da considerare imparzialmente ogni problema da entrambi i punti di vista prima di sposarne uno, allora al sorgere di una crisi tra due paesi essi sarebbero spontaneamente più pronti a riconoscere ciò che è giusto e ad adottare una soluzione pacifica; cosa questa che rimarrà impossibile finché la loro mentalità sarà abituata a considerare il ricorso alla guerra come la sola soluzione.
(Giocare il gioco, Nuova Fiordaliso, Roma 1997, p.123 già in Headquarters Gazette, giugno 1912)

Quanti di noi hanno provato almeno una volta l’esperienza di essere derisi o mal guardati dalle gente “comune” mentre stavamo per fare un’attività scout? Penso proprio tutti!!! E quanti di noi hanno provato vergogna dopo questo episodio?!?! Penso proprio nessuno! Si, nessuno perché un buon scout non prova vergogna della propria scelta anzi ne va più che fiero!!

Gli “estranei” al mondo dello scoutismo si permettono di giudicarci fermandosi alle apparenze, certo come dargli torto?

Un gruppo di ragazzi che veste in maniera strana (sia a 3° sia a 40° sempre con la nostra affezionatissima uniforme!), un gruppo di ragazzi che fa chilometri e chilometri di strada a piedi pur consapevoli che gli autobus sono stati inventati già da un bel pezzo, un gruppo di ragazzi che preferisce alloggiare in mezzo alla natura piuttosto che un confortevole hotel a 5 stelle, un gruppo di ragazzi che sa dell’esistenza dei navigatori ma sceglie di utilizzare cartina e bussola con il rischio di perdersi e non ritrovare la strada per tornare a casa!

Stando a ciò direi che hanno proprio ragione a definirci “strani”! Purtroppo lo sguardo critico della società che ci circonda non permette loro di andare oltre le apparenze e scavare dentro gli animi di questi “strani” ragazzi che in fondo sono ragazzi come tanti ma speciali come pochi!

Ragazzi che quando indossano la loro uniforme si sentono come se indossassero un capo di alta moda, che solo in pochi possono permettersi, soltanto i ricchi, ma i ricchi d’animo!

Ragazzi che non considerano la strada “una porzione di territorio utilizzata dall’uomo per facilitare lo spostamento di persone e merci fra due luoghi” ma bensì una compagna d’avventura che,attraverso il sudore e la fatica, ci fa assaporare il gusto dello stare insieme.

Ragazzi che la natura non è solo “il complesso delle cose e degli esseri dell’universo” ma anche e soprattutto uno dei più straordinari doni di Dio da osservare scoprire e rispettare!

Ragazzi che la vera avventura non è quando esci e fai un percorso che conosci a memoria, ma quando sbagli anche solo di 2° l’azimut e ti ritrovi all’opposto di dove dovevi essere!

Aspetti dello scoutismo che un “comune mortale” non potrà mai comprendere osservandoci dal buco della serratura…chiamateci pure “Bambini vestiti da cretini guidati da cretini vestiti da bambini” noi continueremo imperterriti a vivere la nostra magnifica avventura!!!

Fenicottero Laborioso

La proposta di un padre di Cesano Maderno: le famiglie di persone che vivono in stato di coma si riuniscano in associazione per difendere i diritti dei loro congiunti infermi

Riunirsi in associazione per difendere i diritti dei figli che vivono in stato di coma. È l’obiettivo che si pone Luigi Gasparini di Cesano Maderno, padre di Massimo, 39 anni, da due anni e mezzo in coma vigile a seguito di un incidente stradale. Da quel giorno Gasparini è in conflitto con le istituzioni - Regione e Comune - per strappare un minimo aiuto. Dal Comune, proprio in questi giorni, ha ottenuto, ma solo per quattro mesi, un contributo di 200 euro: una cifra neppure sufficiente a pagare la persona che collabora alla pulizia igienica del figlio.
L’Asl, invece, ha fornito la carrozzina, il letto sanitario e il 70% del costo per l’acquisto di un sollevatore. Gasparini è esasperato: «Sono nauseato per come le istituzioni pubbliche ci trattano. I politici si prodigano per approvare la legge per il testamento biologico e non trovano il tempo per ascoltare e sostenere chi invece vuole continuare a vivere, nonostante tutto. I nostri problemi non vengono presi in considerazione: esiste sempre un impedimento burocratico. Non abbiamo voce e non abbiamo diritti. Per questo è indispensabile unirci, diventare una forza per farci ascoltare dagli amministratori regionali, provinciali e comunali. Sono diverse le famiglie che si trovano nella nostra situazione, se non peggio. Io e mia moglie Rita abbiamo ormai 70 anni e da soli non siamo in grado di accudire Massimo. Sentiamo spesso parlare di diritti del malato, di chi soffre, ma solo a parole. La realtà è ben diversa. Massimo percepisce circa 8 mila euro all’anno come invalidità e come pensione: una somma ridicola. Siamo impegnati dal mattino alla notte. Da soli. Non ci è stato neppure fornito il personale per le pulizie igienico-sanitarie».

Del tutto trascurati

A puntare il dito contro le istituzioni è anche Faustino Quaresmini, 68 anni, di Nova Milanese, papà di Moira, pure lei di 39 anni, da 9 in stato vegetativo permanente come Eluana Englaro. Quaresmini, però, non ha voluto lasciare la figlia in una clinica e con la moglie Giovanna, 60 anni, ha deciso di assisterla in casa. «Vorrei capire - dice Quaresmini - come mai in Italia Beppe Englaro è diventato un personaggio mediatico, mentre centinaia di papà e mamma che tutti i giorni, in silenzio, accudiscono i loro figli in stato di coma, vengono del tutto trascurati. Nelle strutture ospedaliere pubbliche l’assistenza ai degenti in stato vegetativo ha costi elevatissimi. A noi privati, però, non vengono elargiti neppure i contributi indispensabili. Moira, per esempio, ha un reddito annuo inferiore a 6 mila euro, assolutamente insufficiente per la sua assistenza. Molte medicine non sono mutuabili, come le creme contro il decubito. L’Asl ci fornisce l’occorrente per l’idratazione e una fisioterapista tre volte la settimana, mentre il Comune ci invia due addetti per l’igiene del corpo, dal lunedì al venerdì. Ma il sabato, la domenica e i giorni festivi non abbiamo nessuno, neppure un volontario di qualche associazione. Perché il peso dell’assistenza per la massima parte viene lasciato sulle nostre spalle? E poi, un domani cosa succederà a Moira quando le nostre forze fisiche verranno a mancare?». Interrogativi veramente angoscianti.

Il centenario

Venerdì 14 dicembre abbiamo inaugurato una mostra fotografica sullo scoutismo, breve, ma che ripercorre le tappe principali della vita di uno scout, con riferimenti contemporaneamente alla nostra storia e alla nostra internazionalità. Montata per una settimana all’ingresso del Municipio, in un luogo dove le persone sono abituate a passare velocemente, abbiamo provato ad accendere un motivo per farli fermare a riflettere, ad osservare. In una società dove chi vince è proprio il più veloce e il più arrabbiato, delle persone che sorridevano guardando quella squadriglia che monta una soprelevata, i lupetti attorno ad un fuoco, quei ragazzi e ragazze che percorrono la loro strada con zaini i spalla, ci hanno dato e ci danno la gioia di continuare il nostro impegno concreto.

L’appuntamento è per il giorno dopo sabato 15 dicembre. Si parte alle 16:00, dalla sede del Gruppo Angri 1, circa 400 ragazzi tra lupetti, scolte, guide, rover ed esploratori. Venti squadre, dieci postazioni ben nascoste e una grande caccia per trovare quel tesoro degli scout che B.P. ci ha lasciato un secolo fa, e tutto questo facendosi aiutare da persone che ci guardano per strada con curiosità, chiedendo la loro collaborazione e il loro aiuto per superare prove a volte troppo piene di fantasia… Ma alla fine veder arrivare al traguardo i lupetti sulle spalle di quel rover, o quella lupettina stanca tra le braccia della capo squadriglia forse già ci fa rendere conto di qual è il tesoro che Baden Powell ci ha realmente lasciato un po’ di tempo fa. La festa finale non può che essere un successo, tra giochi e canti si chiude assaggiando quanto di buono hanno preparato per cena i capi più anziani e allora davvero ci si rende conto che l’unico tesoro sono gli scout stessi e la loro voglia di stare sempre insieme…

Finalmente siamo arrivati a domenica 16 dicembre, il gran giorno, nonostante il freddo nessuno può mancare al momento in cui viene scoperta la targa col nome del nostro fondatore: Viale R. Baden Powell, ora anche Angri ha la sua strada, dedicata a quell’uomo che ha davvero avuto un’intuizione senza tempo. Le facce incuriosite dei cuccioli dei quattro branchi, come quelle sorridenti di chi lo scoutismo qui l’ha costruito, come Plinio, Don Luigi (che è anche assistente ecclesiastico della regione Campania), hanno davvero colorato una fredda mattina. Il tutto poi si è concluso la sera, con il convegno dal titolo: “Si impara da piccoli a diventare grandi!”. Si è chiacchierato su quanto fosse davvero attuale il metodo scout e su quali sono le giuste direzioni da seguire in futuro.

Si sono conclusi così tre giorni che ci hanno pienamente coinvolti tra attività e momenti di gioia, e guardando quei grandi cerchi pieni di volti felici si capisce davvero che BEI FIORI SONO GERMOGLIATI DA QUEL SEME LASCIATO SULL’ISOLA…

Spargere veleni sul rapporto tra Chiesa e società. Con argomentazioni sbrigative e grossolane che cercano di mettere in cattiva luce l’impegno dei sacerdoti, l’uso dell’otto per mille, l’insegnamento della religione cattolica… «La Repubblica», dai primi di ottobre a dicembre 2007, ha cercato con un’inchiesta sviluppata su varie puntate (e addirittura con l’intervento del suo direttore, Ezio Mauro) di accreditare un’immagine della Chiesa del tutto artefatta. Innumerevoli gli svarioni, le cantonate, le imprecisioni. Qui di seguito trovate una raccolta degli articoli con cui «Avvenire» ha risposto punto per punto a questi attacchi. Ragionando sui dati obiettivi e sulla realtà dei fatti.

La raccolta parte con la risposta del 23 maggio al volume “La questua” nel quale Curzio Maltese ha raccolto, correggendo solo alcuni errori, il reportage di «La Repubblica».

Campi competenza E/G

Campi di Competenza E/G

Sono eventi nazionali organizzati, in accordo con la branca E/G, dal settore Specializzazioni e sono rivolti a ragazzi e ragazze in cammino verso un brevetto di competenza, quindi nella tappa della Competenza o che abbiano già raggiunto il brevetto di competenza e quindi in cammino nella tappa della responsabilità.
Questi campi hanno lo scopo di offrire l’occasione per affinare uno specifico ambito di competenza attraverso l’approfondimento ad alto livello di una tecnica, con l’ottica di rendere esploratori e guide pronti in ogni circostanza a servire validamente il prossimo, ad animare la squadriglia e il reparto di appartenenza o anche per consolidare le proprie competenze in vista del cammino nella branca RS.
Compilare in ogni sua parte la scheda ed inviarla almeno 20 giorni prima dall’inizio del Campo a: Segreteria Centrale Agesci - Piazza Pasquale Paoli, 18 00186 Roma con allegata la ricevuta del versamento di 15 euro, quale quota di iscrizione, da versarsi sul conto corrente postale numero 54849005 intestato a: AGESCI - Comitato Centrale - 00186 Roma. Le schede inviate tramite fax non saranno prese in considerazione.
ATTENZIONE NON VERRANNO ACCETTATE LE SCHEDE INVIATE PRIMA DEL 1 APRILE

| Scheda di iscrizione per E/G |

ANDREIS MUINTA (PN)

Per un giorno in più

Tra il marzo 1927 e l’aprile del 1928 il regime fascista emana direttive e decreti che obbligano le associazioni scout nazionali a sciogliersi; ma a Milano e Monza alcuni capi sono decisi a continuare le attività e danno inizio alla grande avventura dello scautismo clandestino, sorto con il preciso obiettivo di resistere “un giorno in più” del fascismo. Per quasi 17 anni, guidate da capi di straordinario carisma, le Aquile Randagie tennero viva la Fiamma e, all’alba della Liberazione, consegnarono all’Italia uno scautismo vivo, gioioso e temprato dalle prove. Oggi, a 80 anni dal suo inizio, l’esperienza delle Aquile Randagierappresenta ancora una fulgida testimonianza di come lo scautismo, vissuto con passione e consapevolezza, conservi un’eccezionale potenzialità educativa, nell’aiutare i giovani a sviluppare una propria personalità rifiutando i numerosi condizionamenti che la società impone, rispetto ai quali è possibile resistere un giorno in più.

Saranno presenti:

Carlo Verga - Aquila Randagia milanese

Mario Isella e Peppino Nobili - Aquile Randagie monzesi

Vittorio Cagnoni - Storico delle Aquile Randagie

Il Coro “La Traccia” di Treviso accompagnerà l’incontro con alcuni canti della tradizione scout.

 

TUTTI SONO INVITATI!

« Previous Entries